STORIE VERE: Non si può... (Claudio Palma)
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o note biografiche di Claudio Palma
Non si può...© Copyright 2010 Claudio Palma tutti i diritti riservati
Da piccolo ero un bambino fortunato, avevo due fratelli più grandi di me che mi stavano accanto e mi seguivano sempre, e mi portavano sempre con loro.
Persino quando mi facevano il bagnetto ero coccolato da tutti: la mia mamma mi lavava, mio papà reggeva il sapone, i miei fratelli reggevano me e l'asciugamano pronto per avvolgermi. Lo sò, c'è da vergognarsi, ed ora ripensandoci mi vergogno un bel po', il bambolotto di casa, mio malgrado.
Sono nato nel 1962, proprio quando iniziava il boom economico in Italia, anche la mia famiglia fece fortuna in quegli anni, ma diede il merito a me ed alla mia nascita e non al boom italiano.
Avevo 4 o 5 anni ed i miei fratelli, soprattutto Delfino che io chiamavo Dedde, mi portavano con loro quando andavano a qualche festa da ballo. Loro ballavano ed io giocavo accanto al giradischi che suonava le canzoni dei Rolling Stones e dei Beatles.
Infatti io da piccolo non cantavo le canzoni dello Zecchino d'Oro, ma quelle dei Beatles e dei Rolling Stones, sapevo a memoria Michelle, Help, Twist and shout, Lady Jane, Satisfaction... e la gente si stupiva vedendo un bimbo che cantava quelle "canzonacce".
Dedde mi portava con lui anche quando andava a giocare a calcio con la squadra del quartiere, ed ogni tanto mi arrivava qualche pallonata in faccia.
Anche col passare degli anni lui, Delfino, mi stava sempre vicino, mi consigliava nei miei problemi da ragazzino, da adolescente.
La mia prima fidanzatina. Avevo 11 anni, e andai subito nel pallone quando una mia coetanea dimostrò un interesse "appiccicoso" nei miei confronti. Ero molto carino da piccolo, tutto il contrario come sono ora, da adulto. Ed io non sapevo ancora come fossero fatte le donne, non sapevo cosa fosse un bacio, ad essere sincero non sapevo nulla di nulla. E lui, Dedde, mi spiegò tutto, tutto ma proprio tutto, per filo e per segno, mi insegnò cosa non può fare un bambino di 11 anni e cosa può fare, mi disse cos'era il Sesso e cos'era l'Amore...
E quell'estate allora, fu piena di questa nuova e bella emozione, la prima fidanzatina. Lontano da occhi indiscreti io, molto timoroso e tremolante, la baciai. Il giorno dopo, lei ed io, credendo di aver commesso un grande peccato, visto che eravamo bambini di 11 anni, andammo in chiesa a confessarci (avevamo già fatto la Prima Comunione). Il prete sorrise divertito, e ci passò simpaticamente la mano sulle nostre teste.
In quel periodo Dedde mi insegnò a suonare la chitarra. Avevo una piccola chitarrina, e quando iniziai a suonarla bene, mi regalò una bellissima chitarra classica, con la quale io però suonavo le canzoni imparate quando ero un bimbo, quelle dei Beatles e dei Rolling Stones, ma anche quelle di Fabrizio de Andrè, Luigi Tenco, Lucio Battisti...
Gli anni passarono e da adolescente, ogni tanto Delfino ed io litigavamo, ma ero soprattutto io, adolescente inquieto, che non riuscivo a capire certe cose. E mio fratello con pazienza e amore, era sempre lì, pronto ad aiutarmi ed a consigliarmi.
Generalmente, poi, quando un fratello più grande si sposa, se ne va da casa e tu lo vedi raramente e da quel momento finisce quell'intesa che si può creare tra fratelli. Nel nostro caso non è stato così, nonostante il suo lavoro e la sua famiglia, continuavamo a vivere l'uno accanto all'altro, scambiandoci vestiti, emozioni, confidenze... tutto di tutto.
Ora Delfino non c'è più.
Non fossimo stati così attaccati, non avessimo vissuto così in simbiosi l'uno con l'altro, ora soffrirei molto meno e già sarei tornato alla mia solita vita.
Ma lui ed io eravamo parte della stessa vita.
Ed ora io come faccio senza di lui?
Capite questo? Provate a mettervi nei miei panni e ditemi: ora io come faccio?
Come si può per tanti anni vivere insieme come amici, compagni di giochi, confidenti, un bel pezzo di vita insieme, e poi ti vedi strappare via una persona che faceva parte della tua vita, del tuo cuore?
Non si può... non è una cosa facile da superare. Ora la voglia di divertirsi m'è passata, ed è difficile farsela ritornare. La voglia di andarsene in giro per l'Italia con gli amici a cucinare e mangiare e cantare e divertirsi ce n'è poca, molto poca.
Un anziano che se ne và mette tristezza e sconforto, ma si supera e si comprende.
Ma lui no, Delfino, fratello mio sfortunato... no, non si comprende... perché uno deve andarsene così...
E se n'è andato in silenzio, discretamente, come era nel suo carattere, sincero e discreto, sorridente e ingenuo, se n'è andato in silenzio di notte, come una colomba, con un battito di ali.
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