Ora d'aria

Claudio Palma - 15/03/2020 17:47 - Storie, Diario
Ora d'ariaMarzo 2020. Durante questi giorni d'emergenza Coronavirus sto apprezzando moltissimo un momento della mia giornata: ora d'aria. Il momento all'aria aperta, l'ora d'aria in cui posso stare fuori casa sfruttando una delle motivazioni di necessità legalmente plausibili elencate dagli ultimi decreti del Governo. In questo momentaneo carcere forzato la cosiddetta ora d'aria per me rappresenta un momento importantissimo della giornata. L'ora d'aria rappresenta una breve ma indispensabile fuga da questa prigione con le sbarre invisibili che è casa mia. Ricordo con nostalgia l'ultimo giorno, domenica 8 marzo 2020, in cui sono andato con amici al parco di Villa Ada a Roma. Dopodiché è scattato il decreto io sto a casa.

Io sto a casa. Ok, rispettoso della legge quale io sono, sto a casa. Ma non toglietemi questa ora d'aria, sennò non riesco a resistere. Tutto il giorno a tu per tu con me stesso, lavorando con il computer, facendo i miei soliti hobbies, la chitarra, il disegno artistico, i miei libri, le telefonate con gli amici, la meditazione. La tv? Puah! L'ho buttata nel cesso venti giorni fa, non riuscivo proprio a continuare a guardarla ed ascoltarla. La tv è peggio di Facebook, che normalmente non serve a niente, almeno ora improvvisamente è diventato utile limitatamente al fatto che puoi chattare con i tuoi amici.

Ora d'aria per me vuoi dire uscire per andare al lavoro, tornare a casa dal lavoro, anche se per me il mio lavoro si svolge quasi sempre a casa davanti al computer.

Molto più bello per me sfruttare l'ora d'aria per andare a fare la spesa, con le buste sotto il braccio, le mani foderate dai guanti bianchi usa-e-getta, naso e bocca coperti dalla mascherina... che sembro un chirurgo appena uscito dalla sala operatoria. Ma pazienza, per me è importante uscire da casa, alzare gli occhi e incontrare i raggi del sole e socchiuderli mentre il sole mi invade coi suoi raggi caldi e accecanti. Non mi ero mai accorto di quanto bello fosse il sole. Quando lo guardi e socchiudi gli occhi sei improvvisamente invaso da una sensazione meravigliosa, come un abbraccio accecante e avvolgente che ti fa sentire forte e imbattibile, pieno di salute e di voglia di vivere, con tanta speranza e serenità nel cuore, tanto che ti viene una voglia di abbracciare senza neanche conoscerla la donna che è davanti a te ad un metro in fila davanti al supermercato. Ma non si può, non ci possiamo abbracciare, la legge è legge, un metro di distanza l'uno dall'altra. Possiamo solo parlare luno con l'altra, in fila davanti la porta del supermercato, ad un metro di distanza. Anzi, bisbigliare, tenendo la voce bassa quasi a non voler turbare questo incredibile silenzio che si sente per strada. Va beh, pazienza. Vuol dire che mi rifarò appena questa strana guerra finirà. Perché finirà, questo è certo. E quando sarà tutto finito, uscirò da casa e inizierò a baciare ed abbracciare tutte le donne che incontrerò sulla mia strada. E ringrazierò e saluterò chiunque mi accennerà ad un sorriso.

Meno male che tutti noi abbiam capito che non dobbiamo farci condizionare ad aver paura, e poi di che? La paura abbassa le difese immunitarie. E meno male che qualcuno ha inventato il Flash-mob con l'hashtag AffacciatiAlle18, puoi cercarlo su Facebook o su Google.

Ho il frigo strapieno, la dispensa che ributta roba da mangiare che non so più dove metterla. Dovrò trovare altre necessità per poter avere la mia ora d'aria, magari motivazioni di tipo lavorativo, oppure di salute, tipo acquistare qualcosa in farmacia, integratori, vitamine o anche preservativi. Per cui, almeno per il momento, non posso continuare ad uscire per fare la spesa. E quando tutto sarà finito, penso che dovrò invitare tutti gli amici e tutti i vicini di casa a cena, per smaltire tutta 'sta roba in frigo ed in dispensa. O almeno spero che sarà così.

La mattina mi sveglio presto e subito penso alla mia ora d'aria, cioè... se c'è necessità di uscire da casa. Ancora prima di iniziare a lavorare con il mio computer, cerco in casa se c'è tutto. Forse manca qualcosa che dovrei andare a comprare in farmacia. Oppure disinfettanti... Ecco: manca l'amuchina! Evvai! Eh, però sicuramente non sarà più disponibile in farmacia o nei supermercati. Però l'alternativa c'è, l'alternativa all'amuchina. Su alcuni siti ho letto la ricetta per fare l'amuchina alternativa così come l'ha pubblicata l'OMS. Almeno per una volta ha pubblicato qualcosa di utile. Vuoi sapere come si prepara? E' un disinfettante al pari dell'amuchina, o almeno così c'è scritto sul sito dell'OMS. Si fa così:
- 833 ml di alcol etilico al 96% (oppure alcol isopropilico al 99,8%),
- 42 ml di acqua ossigenata (perossido di idrogeno) al 3%,
- 15 ml di glicerina (glicerolo, acquistabile in farmacia a pochi euro) al 98%,
- acqua distillata oppure acqua bollita e raffreddata fino ad arrivare ad 1 litro;
preparazione: versare l'alcol in una bottiglia di vetro o plastica forte,
aggiungere acqua ossigenata,
aggiungere il glicerolo (è molto vischioso, tende ad attaccarsi, sciacquare il misurino con acqua distillata o acqua bollita e freddata),
aggiungere acqua distillata o acqua bollita e freddata sino a raggiungere 1 litro,
chiudere con tappo ermetico o a vite,
agitare delicatamente,
aprire e versare il liquido in bottiglie o in contenitori spray,
chiudere bene sia bottiglie che spray,
lasciare bottiglie e spray in "quarantena" per 3 giorni prima di usarle.

(PDF scaricabile dal sito dell'OMS Organizzazione Mondiale della Sanità)
Dà quasi l'idea del piccolo chimico, vero? Ma alla fine tutto va bene per passare il tempo. Certo che anche l'alcol etilico sarà difficilmente reperibile, ma al suo posto si può usare anche l'alcol isopropilico che non so che cacchio sia ma sicuramente sarà disponibile nelle farmacie perché poco usato.

Stamattina, domenica, sono uscito presto da casa. Che necessità avevo di uscire? Comprare la frutta al negozio dei miei amici arabi. La frutta a casa mia finisce presto, io mangio molta frutta, per cui... Ora d'aria!!!
E quindi mi son preparato come al solito, guanti nelle mani, un altro paio in tasca, mascherina. E il sorriso più bello che avevo, anche se con la mascherina non si vede proprio bene quando uno sorride. Sono uscito dal mio condominio e appena in strada ho buttato uno sguardo in cielo cercando il sole che mi ha dato il buongiorno. Ed ho notato come l'aria era quasi pura, incredibilmente respirabile a pieni polmoni. In strada infatti non c'erano auto, neanche bus, neanche bici o runner in tuta da ginnastica. Non c'era un cane. O meglio, un cane c'era portato a spasso dal suo padrone. E l'ho riconosciuto, era un mio conoscente, si è fermato ad un metro da me (inutile dirlo) ed abbiamo scambiato qualche frase a distanza legale di sicurezza. Lui porta a spasso il suo cane due volte al giorno, la domenica tre volte. Porca vacca, beato lui! Caspita ben due volte al giorno e tre la domenica! Ho subito pensato di far finta di essere un cane e di chiedere alla mia vicina di casa di portarmi a spasso a fare pipì due volte al giorno.

E domani? A parte lavorare davanti al computer, mi serve qualcosa domani? Uhm... dunque... debbo uscire a comprare qualcosa? Farmaci? Spesa? Cazzarola mi sa che domani rimarrò in casa. Possibile che non mi occorre nulla, che non ho bisogno di niente?
Sì, di qualcosa avrei bisogno.
Avrei bisogno di un bagno di gente, di un mare di persone strette attorno a me. Hai presente i bus di Roma strapieni? Ecco, in questi giorni sono vuoti. Ed io aspetto che tornino ad essere pieni strapieni, salirò sul bus e spero che sia pieno come un uovo, così da godermi il bagno di gente attorno a me. Ne ho un infinito bisogno. Ho bisogno della folla del mercatino Porta Portese, ho bisogno dello struscio lungo via del Corso, da piazza del Popolo sino a piazza Venezia, ho bisogno della turista inglese che mi chiede please, where is Piazza di Spagna?, ho bisogno degli artisti di strada e dei mercatini della domenica e dei giapponesi che fotografano tutto ed a questo punto ho nostalgia anche del traffico della confusione e della folla di gente che attende il tram a viale Regina Margherita, ho nostalgia dei tavoli all'aperto davanti alle decine di ristoranti e trattorie intorno a piazza Navona.

E soprattutto, nell'anno 2020 dove si fanno prodigiosi progressi con la fisica quantistica e dove la tecnologia va avanti a passi da gigante e progredisce in modo esponenziale, vorrei un mondo dove non ci sia più bisogno di privare i cittadini della propria libertà individuale per mascherare e nascondere la completa inefficienza sanitaria incapace di far fronte al diffondersi di un virus che, per quanto pericoloso sia, è e rimane un insulso e microscopico e stupidissimo cazzo di virus. Come a dire, sappiamo costruire computer quantistici che svolgono operazioni milioni di volte più veloci dei classici computer, sappiamo sfruttare molte energie rinnovabili, sappiamo creare robot che hanno software capaci di pensare e ragionare molto più velocemente degli umani, siamo capaci di creare automobili a idrogeno e quasi capaci di farne altre ad energia solare, sappiamo inviare una sonda su Marte e farci spedire le foto che scatta, e chissà quante altri prodigi e scoperte stiamo per fare...
...e non sappiamo fermare uno stupido e microscopico virus? Ma veramente io dovrei credere a questa cosa? In tutti i campi della scienza e della tecnologia stiamo facendo passi da gigante, mentre solamente per quanto riguarda la salute siamo ancora fermi a 100 anni fa e non sappiamo come fermare un virus?
Quanto vorrei dare una risposta a questo.

Comunque oggi la mia ora d'aria l'ho usata bene, il tempo trascorso andando e tornando dal negozio di frutta e verdura me lo son goduto passo dopo passo. E proprio in questi giorni sto vedendo sulla mia pelle quanto è dura stare in prigione, in carcere anche se momentaneo, essere privato della propria libertà.
Il lato bello di tutto questo, diciamo così, è ritrovare quelle cose da fare chiuse nel cassetto e che non hai mai il tempo di fare. Sono piccole cose, piccole idee, piccoli progetti che proprio in questi giorni di clausura sto scoprendo e assaporando, godendone il ritrovamento come quando un archeologo gioisce quando scopre un tesoro nascosto chissà da quanto tempo.

Mi raccomando, in questi giorni sfrutta bene la tua ora d'aria.

Copyright 2020 Claudio Palma - tutti i diritti riservati
Claudio Palma - 15/03/2020 17:47

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