Ti amerò per sempre (3a parte)

Claudio Palma - 12/11/2018 18:08 - Storie
Ti amerò per sempre (3a parte)Ti amerò per sempre ...no, mi spiace, non è il libro di Piero Angela, non c'entra nulla. Non voglio neanche proporti frasi ti amerò per sempre. E' un romanzo popolare... cioè un romanzo epistolare... Ma no, diciamo semplicemente un romanzo brevissimo: l'ho scritto io. Questa è la terza parte di "Ti amerò per sempre" (vedi prima parte). E' suddiviso in 6 parti o capitoli. Ovviamente ogni riferimento a persone esistenti o fatti realmente accaduti è puramente casuale. Si dice così, no?


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Indice
- prima parte
- seconda parte
terza parte
- quarta parte
- quinta parte
- sesta ed ultima parte
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Ti amerò per sempre - 3a parte

Il trillo insistente della sveglia riporta Carlo giù dal mondo dei sogni.
Con la mano cerca sul comodino la sveglia, la fa tacere e poi faticosamente sbuca fuori dalle coperte ed esce dal letto.
La doccia è quello che ci vuole per svegliarsi, tanto bella da farla durare più a lungo possibile.
Si prepara velocemente, prepara la borsa del lavoro e le credenziali da consegnare al nuovo capo-ufficio ed esce da casa.
Mentre è sul autobus, nella sua mente scorrono pensieri sul vecchio ufficio e su come sarà quello nuovo, quali colleghi e colleghe, quale capo-ufficio, quali incarichi.
Il caos della città lo riporta al reale. Carlo si accorge che è quasi ora di scendere, la fermata è vicina.
Ecco qui. Ma è troppo presto. Le nove meno 20. Non è bene presentarsi troppo in anticipo.
Gli viene in mente che non ha preso neanche un caffè. Bene ecco un bar. Entra.
- "Un caffè grazie"
- "Bene signore arriva subito", il barman si gira e urla al suo collega il caffè per Carlo.
Carlo si guarda intorno. Bello questo bar, ampio, comodo... "quasi quasi ci vengo a mangare a pranzo".
Carlo si accorge di aver pensato ad alta voce ed il barman gli risponde: "benissimo signore a pranzo cuciniamo primi secondi e anche panini, è il benvenuto". Carlo ringrazia un po' impacciato.
Una piacevole ragazza lo guarda ridacchiando, Carlo se ne accorge, la guarda e le sorride.
- "Sì è vero, anche io vengo a mangiare qui, il posto non è male, una buona cucina" dice la simpatica ragazza a Carlo.
- "Grazie del consiglio! Allora verrò, da oggi lavoro in un ufficio qui vicino".
La ragazza sorride a Carlo e con un cenno lo saluta e va alla cassa. Anche Carlo ha finito il suo caffè e va alla cassa e dopo aver atteso il suo turno, paga ed esce.
La giornata è bella c'è un bel sole, l'ideale per evadere dal lavoro. Già, peccato che invece oggi sia il suo primo giorno nel nuovo ufficio.
Bene, mancano 10 minuti alle nove. Carlo si dirige al suo nuovo ufficio ed entra nel portone. Ecco lì l'ascensore, ma... c'è anche la ragazza del bar ad attenderlo!
- "Ehi! Ci si rivede".
- "Oh ciao! Allora lavori qui!".
- "Si, mi hanno trasferito in questo ufficio, mi chiamo Carlo".
- "Carlo, sì appunto, il capo mi aveva detto il tuo nome. Piacere: Margherita".
- "Piacere! Che bel nome: Margherita...".
- "Davvero? Beh sinceramente ma a me piace poco, mi faccio chiamare Mari".
- "Ok allora Mari" dice Carlo sorridendole. Che bella ragazza! Occhi incantevoli.
Margherita si accorge che Carlo la guarda con la testa tra le nuvole e cambia discorso.
Intanto arrivano al piano del loro ufficio.
- "Bene, allora credo proprio che il capo ti abbia assegnato alla stanza dove sono io, vedrai ti troverai bene, nella mia stanza ho 2 colleghi rompiscatole! Ma no, scherzo, sono simpaticissimi, Marco e Anna".
Margherita e Carlo entrano nella loro stanza e Carlo nota subito una grande confusione sui tavoli. Solo lo spazio deve ci sono i computer è libero.
- "Non ti spaventare per la confusione, Carlo, stiamo mettendo a posto gli armadi e stiamo buttando le cose inutili e archiviando quelle che ci servono. Marco e Anna: vi presento Carlo".
I suoi nuovi colleghi lo salutano e gli dicono subito come si svolge la vita nel loro ufficio.
Finalmente Carlo è più tranquillo. I colleghi sono simpatici ed il lavoro è ottimo. Speriamo che anche il capo-ufficio sia altrettanto ottimo.
...
La mattinata va via veloce. Carlo va vicino Margherita e le chiede del bar.
- "Mari, ma dimmi un po' quel bar è davvero buono per pranzarci?".
- "Per nulla, Carlo, te l'ho detto davanti a loro per non fare brutta figura, fanno ottimi caffè e cappuccini, ma per il resto lasciamo perdere. Lì ci vado quando ho fretta a pranzo, ma se vuoi oggi ti indico il posto dove vado anche io a mangiare".
- "Ah ho capito! L'avevo quasi intuito dai tuoi occhi mentre dicevi che quel bar non era male... ah ah ah! Beh volentieri! Allora vengo con te? Nel primo giorno nel nuovo ufficio è bene pranzare insieme ad una ragazza simpatica e carina".
Margherita alza lentamente gli occhi e sorride a Carlo, poi li riabbassa continuando a sorridere.
- "Beh... grazie del complimento. Ma tu fai complimenti ad ogni nuova collega che incontri?" domanda divertita Margherita.
- "No non a tutte" sorride Carlo e sottovoce aggiunge "infatti ad Anna non le ho fatto nessun complimento". Mari ride divertita, ma subito dopo abbassa il tono della risata, ed anche Carlo.
- "Ok allora pranziamo insieme" dice Mari sorridendo e guardando Carlo negli occhi.
- "Oh bene" dice Carlo e tutti e due si rimettono a lavorare.

Ecco è quasi l'ora di pausa.
- "Ma... di solito Marco e Anna dove mangiano?" domanda sottovoce Carlo a Mari.
- "Beh anche loro mangiano dove vado io ma oggi no: mangiano in ufficio. Perché?", domanda Mari guardando Carlo e accennando ad un sorriso.
- "Mah no... così... nulla" dice un po' impacciato Carlo, mentre Mari lo guarda sorridendo di più.
Ora Carlo e Mari si guardano negli occhi... sino a quando Mari dice:
- "Ok allora noi andiamo a pranzo, ciao Marco ciao Anna", dice Mari alzandosi e prendendo la borsa.
Carlo si alza saluta anche lui. I colleghi salutano e i due escono dall'ufficio e prendono l'ascensore.
Si guardano.
Senza parlare.
Occhi negli occhi.
Ma che strano... sembra quasi che gli occhi si dicano tante cose che i due non riescono a dirsi a parole.
Escono dal portone. Carlo prende la mano di Mari.
Mari si ferma, stupìta, e guarda Carlo. Carlo ora è impacciatissimo non sa che fare. Mille pensieri lo assalgono. "Ma cosa mi è saltato in mente, perché ho fatto quel gesto?", pensa tra sé e sé Carlo. E' la prima volta che vede Mari ma l'impulso è stato quello di prenderle la mano. Ma forse ha sbagliato, troppo presto.
E invece Mari stringe la mano di Carlo e gli sorride avvicinandosi a lui.
- "Allora Carlo andiamo? Guarda, il posto è vicino, quel bar laggiù".
- Ah quello lì. Ok andiamo".
I due si allontanano mano nella mano verso il bar per pranzare.

fine della terza parte - Ti amerò per sempre
(quarta parte)


© Copyright 2018 Claudio Palma - tutti i diritti riservati
Claudio Palma - 12/11/2018 18:08

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